Archive for giugno, 2011


Inchiostro

Come altre volte in passato, questo post non ha uno scopo preciso: è atto solamente a mitigare alcuni miei pensieri che, a tarda notte, non mi lasciano andare a dormire.

Continuo a ricoprire il mio cuore di inchiostro troppo macchiato per formare parole ma troppo indelebile per essere cancellato. Persevero nella volatilità delle cose, sperando che un attimo solo possa indurre qualcosa che la mia mente razionale sa benissimo non esistere al di là del momento in cui stacco la testa dal cuscino, la mattina. Mi perdo nel nulla e con esso erigo castelli, baluardi in una città ricca di luci abbaglianti.
Nonostante ciò, tuttavia, sento che sia il mio posto giusto. Non ho rimpianti nella vita, nè rimorsi: forse uno solo, ma mi convinco che sia meglio così. Potevo correre indietro, salutarti un ultima volta, ma era destino che ti vedessi scomparire al di là di quella scalinata, nel mare che m’è così familiare e che odio e amo, come Catullo, perché si è portato via da me quel frammento di stella caduto dal cosmo.
E ora che al mare guardo con avversione, cerco forse qualche scoglio che, ergendosi verso il paradiso, mi dona l’illusione di poter giungere tra le nuvole?

Ma che ne sanno d’inchiostro gli scrittori d’oggi?


Più dolce sarebbe la morte se il mio ultimo sguardo avesse come orizzonte il tuo volto. E se così fosse, mille molte vorrei nascere per mille volte ancor morire.
-Sheakespire

Questo tipo di sfoghi non sono decisamente da me. Ma chi siamo noi per impedire all’universo di scatenare le nostre emozioni?

Vado a letto con un sorriso, conscio che chi stia leggendo -come il mare- o m’odia o m’ama. Con la differenza che so che chi mi disprezza continua a cercare pulviscolo di me in queste pagine di bit.

Questa te l’avrei dedicata, semmai fossi tornata.

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Luce della Spiaggia

Quest’oggi ricorre il solstizio d’estate: è il giorno più luminoso dell’anno che dà ufficialmente inizio alla stagione estiva e alla cosidetta Metà Luminosa del calendario celtico.
Voglio proporvi un video che ho trovato sulla rete, in lingua inglese. Qui di seguito ne farò una traduzione per poter agevolare anche chi non si trovi a suo agio con questa lingua.

Altresì conosciuto come Litha, Feill-Seathain, vigilia di mezza estate e molti altri nomi, questo è il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta e ha luogo all’incirca il 21 Giugno.
Il solstizio avviene quando il sole raggiunge il Tropico del Cancro e tralaltro evidenzia altresì il declino del sole, come avviene inevitabilmente dopo il suo picco. La parola ‘solstizio’ deriva dal termine latino ‘solstitium’, che significa “sole fermo”. I Druidi vedevano questo giorno come l’unione del cielo e dela terra, “Alban Heruin” (“Luce della Spiaggia, NdT). Come Samhain, durante Litha il velo tra i due mondi è sottile e permette un facile passaggio tra il mondo materiale e quello spirituale. Il folklore celtico afferma che in questo giorno fate e altre creature magiche sarebbero venute allo scoperto per unirsi alle celebrazioni.
La luna piena di Giugno è nota come la “luna di idromele” o la “luna di miele”: questo perché è il tempo della raccolta di quest’ultimo e della creazione del primo. Inoltre, dopo la festività della fertilità di Maggio, Giugno si presta come un mese propizio per i matrimoni: da qui il termine “luna di miele”.
Vi sono molte tradizioni per questa celebrazione, ma come sempre è un’occasione per celebrare la Vita, la Natura, la fertilità, la Terra, le stagioni in perenne ciclo, la ruota dell’anno che gira dall’inizio dei tempi.
«Nasciamo, proviamo dolore, amiamo e muoriamo, ma le onde continuano a battere gli scogli, il tempo della semina e del raccolto vanno e vengono, ma la Terra rimane» -Anon

«Rivolgi il tuo viso al sole e le ombre cadranno dietro di te» -Proverbio Maori

Auguri per un bellissimo solstizio d’estate.

Penso che questo video possa riassumere, in soli quattro minuti, la sostanza di cui è composta l’essenza di questa festa. Ci sarebbero da spendere tante altre parole, ma non è mai stato questo lo scopo del mio blog.
La notte è calata e io, in piedi di fronte al tramonto, ho dato il mio piccolo ringraziamento alla vita. Che Dio vi protegga tutti.

Senza un domani

Ho sempre imparato una cosa dalla vita: fare qualcosa quando si è troppo felici o troppo tristi non sempre trova riscontro nella nostra parte “in quiete”, quando verrà letta nel futuro. E’ per questo che desidero scrivere tutto il più in fretta possibile, prima che il flusso della quotidianetà faccia scorrere via tutto ciò che ho provato in questi ultimi due giorni. Questo post sarà più lungo di quelli che scrivo abitualmente, ma servirebbero decine di pagine solo per descrivere completamente tutto quanto è stato.

Iniziamo dall’inizio: giovedì sera ho presenziato ad una serata elegante prematrimoniale dove ho incontrato una persona molto importante per il futuro (o perlomeno, il presente!) del mio libro. Dopo quasi un anno di corrispondenza, abbiamo avuto modo di parlare a tu per tu ed egli mi ha finalmente potuto dire ciò che pensa del mio primo volume. A quanto pare lo ha trovato veramente buono e aveva un tono molto entusiasto: mi ha pregato di svolgere solo qualche correzione per diminuire il volume delle descrizioni per poi tentare la pubblicazione anche con le grandi case editrici, mi è parso molto speranzoso. Questo mi ha letteralmente portato al settimo cielo, ma non sto qui a raccontarvi i dettagli nè le varie presentazioni che mi sono state fatte quella sera.

Il giorno dopo, quello del matrimonio, dopo aver portato lo sposo in chiesa a bordo di un Ape Calessino (che sfrecciava per la statale alla folle velocità di 40 km/h, emettendo un suono simile a quello del motore di un aereo), vi è stato il ricevimento. Siamo stati accolti su una grande terrazza che si affacciava direttamente sul mare, a ridosso di una scogliera importunata dalle continue onde che facevano spumeggiare l’acqua sotto di noi. Un grande gazebo bianco era allestito al centro, circondato da numerosi tavolini rotondi mentre un violinista suonava per noi grandi pezzi come What a Wonderful World di Louis Armstrong.

I posti sono stati scelti dal catering, dunque mi sono semplicemente accomodato in quello a me assegnato e mi sono ritrovato insieme ad alcuni cugini. Ecco che lì, di fronte a me, si è seduta una ragazza dalla bellezza sfolgorante: la carnagione chiara, lucente come la luna in plenilunio, ambrate ciocche di capelli che ricadevano in riccioli sulle spalle e un volto che mi azzarderei a definire angelico. Anche ora mentre scrivo, mi rendo conto di non aver mai descritto nessuno così da quando ero un’adolescente. Penso abbia notato i miei sguardi, perché ogni tanto mi ricambiava leggermente imbarazzata. Insomma, mi riprometto di parlarle, così dopo cena ci presentiamo e stiamo insieme. E’ inglese, come metà degli invitati, ma la cosa mi va più che bene: adoro parlare nella loro lingua. Ben presto, dopo la torta nuziale iniziano i balli. Li ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto in vita mia: forse a causa della musica e dell’atmosfera, forse per dimostrare qualcosa a me stesso, forse per tenere fede agli insegnamenti spirituali che mi sono stati impartiti, l’ho invitata a ballare. Siamo stati quasi un’ora vicini, ballando i lenti, ma come Cenerentola a mezzanotte il suo tempo è presto venuto al termine e l’indomani a pranzo sarebbe dovuta ripartire.
«Possiamo vederci domattina? Almeno per un saluto e via»
L’ho lasciata così, con il mio contatto di facebook, un appuntamento per l’indomani e poco più.

Stamattina, quando mi sono svegliato, ho scoperto che non avrei avuto alcun mezzo di locomozione per arrivare alla sua villetta. E’ allora che ho preso una decisione senza la quale sicuramente mi sarei pentito per il resto della vita: ho percorso i 10km di distanza che ci separavano a piedi. Ci siamo visti, ci siamo scattati qualche foto e con un abbraccio ci siamo salutati, entrambi consapevoli che quella sarebbe stata probabilmente l’ultima volta in cui ci saremmo mai visti.

Ma alla fine, va bene così. E’ stata la serata più romantica di tutta la mia vita, non penso di aver mai provato così tante emozioni in così poco tempo. Ma, sopratutto, non c’è un domani. Sarà un ricordo prezioso, che terrò con me per il resto dei miei giorni.

E ora.. dritti ad apportare le mofiche necessarie al libro :)

Amo veramente questa vita.