Nei giorni passati avevo sofferto un certo periodo di silenzio letterario riguardante il mio terzo libro, ultimo del ciclo fantasy che ho in mente. Ciò principalmente era dovuto alla fervida attività che circondava l’invio agli editori del mio primo manoscritto, seguita da una certa ozietà che ha causato un lungo periodo di pausa dalla scrittura. Finalmente, però, qualcosa si è sbloccato.

Nella settimana passata sono partito in vacanza con i miei genitori: la meta è stata Capo d’Orlando, una simpatica città turistica balneare che sorge nei pressi di Messina, dalle spiagge dall’acqua limpida e cristallina rivestita del fulgido bagliore dorato del sole, il quale alla fine del pomeriggio regalava stupendi tramonti scarlatti mentre lentamente scivolava dietro la linea dell’orizzonte, colorando il cielo di azzurro confetto.
Abbiamo alloggiato in un appartamento a cento metri dalla spiaggia: la mia scrivania era rivolta verso un grande pannello di vetro oscurato che dava sul lungomare abbellito da file e file di palme. Dopo ore passate al mare, in alcune delle acque più belle dove abbia nuotato sinora, e altre impiegate a girare presso il centro cittadino ricco di turisti, lo stacco dopo il pranzo o quelle ore prima di andare a dormire si sono rivelate perfette e ispiratrici per poter scrivere.

Sulla strada per il ritorno a casa, ci siamo soffermati in una località presso Tusa: un artista -di cui sfortunatamente non ricordo il nome- ha edificato una piramide in acciaio sopra i monti, in corrispondenza esatta del 38° parallelo, e l’ha resa luogo di un cosiddetto Rito della Luce, una celebrazione del solstizio d’estate del 21 Giugno. L’ingresso alla piramide era chiuso da un portone in ferro recante un suggestivo occhio egiziano, ma ciononostante sono riuscito ad apprezzare un’enigmatica quanto affascinate spirale di cristalli di quarzo che si ergeva in uno spiazzo limitrofo e il panorama, a metà tra terra e cielo. Qui vi è un link dove poterne sapere di più.

A causa di uno sfortunato (e stupido) incidente allo stinco sinistro non ho potuto praticare yoga questa settimana, ma vabbè: rimedierò. In ogni caso la vacanza è servita, dopo l’incredibile stress scaturito dagli interminabili esami universitari che si sono conclusi alla fine di Luglio. Adesso cerchiamo di vivere per bene anche le prossime settimane di Agosto: mi è concesso un solo mese per potermi ricaricare del tutto per l’anno accademico successivo e intendo sfruttarlo al massimo.

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