La chimera (dal greco Χίμαιρα, chímaira, letteralmente “capra”; in latino chimaera) è un animale mitologico con parti del corpo di animali diversi.

-Wikipedia

Non è facile essere, o cercare di essere, sia un artista che uno scienziato.
Se durante il giorno costruisco schemi mentali, solide strutture logiche per tenere in piedi il mondo, la notte mi impone di mandare tutto in pezzi. Se da una parte mi si insegna come smuovere i tasselli dell’universo, dall’altra mi si mostra il cuore dell’umanità. È una combinazione potente ed entrambe le mie parti sono in costante contesa tra di loro, in lotta per la supremazia della mia anima. Mentre scrivo, l’ha vinta la parte letteraria: di notte, senza il rumore del mondo esterno, essa riecheggia come una moneta caduta nel silenzio. E io continuo a creare e distruggere, giorno dopo giorno, luna dopo luna, e vengo così inclementemente diviso.

Come se non bastasse, mi ritrovo diviso sin dal sangue: parte di me è italiana, l’altra parte sembra rivendicare in maniera subconscia e preponderante le mie origini per metà britanniche. Mi ritrovo a vivere qui, in un posto che non mi piace ma di cui ho imparato ad apprezzare la lingua, mentre qualcos’altro dentro di me, non potendo venire fuori, si mostra attraverso i miei scritti, la mia religione, le mie preferenze in fatto di persone. Ogni volta che metto piede a Londra dal respiro sembro trarre il mondo intero, dalla gente e anche dai cartelloni pubblicitari sembro ritrovare qualcosa che la mia anima riconosce come perduto, quando visito la campagna circostante c’è una parte di me che non tornerebbe mai più indietro, quando mi incastro nel mosaico è già ora di rompere i vetri e ritornare a casa.

Mi chiedo se un giorno riuscirò a trovare un equilibrio fra tutte queste forze interne che, al momento attuale, mi plasmano in modi differenti. Sta di fatto che sono felice che le cose stiano così: mi rendono il mondo un posto ancora più interessante dove vivere.

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