Archive for maggio, 2012


Le campane

Hai mai sentito le campane suonare? Non quelle tristi dai rintocchi spenti e senza melodia, ma quelle che impazziscono in una musica di suoni ed allegria. Quelle che fanno ridere i bambini e li portano a danzare in un prato verde, girando, saltando come per volare ad ogni rintocco verso il cielo…forse tu le hai sentite o perlomeno immaginate.

C’è chi preferisce sedersi sul prato e aspettare il loro rintocco, c’è invece chi percorre la lunga scalinata sino alla cima del campanile per suonare le dame di metallo. Non è un’aspettativa allettante, lo so: dal prato si ha una comoda vista del cielo e su tutto ciò che si ha intorno, mente quella salita sembra così faticosa. Ti assicuro, però, che lo sforzo compiuto viene interamente ripagato dalla vista: come con il vento, più si sale in alto e più si sente la voce di Dio. Ma la vera felicità è quello strattone alla corda che fa rintoccare la campana, che le fa spandere la sua nota intorno a sè e fa saltare i bambini e sorridere i grandi.

Ma sai che c’è? A volte, quando sei troppo impegnato nel tuo viaggio attraverso la città, inizi a confonderti in essa: il martellare del fabbro, il nitrire dei cavalli, il chiocciare delle comari diviene un’unica, grande alchimia di suoni che riempie le giornate vissute di fretta. Ma ciò che è peggio è che ci si dimentica del campanile e della vista che c’è lassù, del silenzio dell’aria, della refratterietà della vita quando si è ormai in balia dei venti.

Credo che ognuno di noi debba sempre ricordarsi del campanile. È un luogo sicuro dove non dimenticare mai chi si è.

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Ciò che muove il cuore

Non voglio ragioni per amare, ma solo per soffrire.
Le ragioni sono mortali e volatili e si disperdono come sabbia tra le dita, soffiando via insieme al vento: la bellezza, la dolcezza, la ricchezza cosa sono se non bieche caratteristiche terrene? E cos’è invece l’amore, se non qualcosa che prescinde completamente dalla volontà e dal comprendonio umano? L’amore non ha regole e si fa beffe dei vincoli che cerchiamo di imporgli, dei segnali di riferimento che usiamo per non perderci in esso.
Le ragioni servono soltanto al dolore, perché possa essere esorcizzato e fatto a pezzi, per separarlo da chi siamo, per tenere al sicuro il nostro cuore. Ma non l’amore, lui no: lui è fine solo a sè stesso e non ha bisogno di motivi per funzionare ma solo della completa fiducia di chi lo vive.

Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove,
ti amo direttamente senza problemi né orgoglio,
ti amo così perché non so amare altrimenti

Amate e non chiedetevi mai il perché.