lo hobbit giustoAbbiamo aspettato questo momento per tanti, forse troppi anni: il ritorno sul grande schermo di un’avventura tolkeniana era quasi diventata un’utopia per gli amanti del genere fantasy e del Signore degli Anelli, ma infine ce l’abbiamo fatta ed è con soddisfazione che posso affermare di essere riuscito ad assistere alla proiezione del film. Cercherò di esprimere le mie opinioni in merito, senza pretesa di rigore ed evitando gli spoiler per chi ancora dovesse vederlo.

“Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato” racconta delle avventure di Bilbo Baggins, zio del celebre Frodo, sessant’anni prima del ritorno di Sauron. Egli viene contattato da Gandalf il Grigio che richiede la sua partecipazione in una spedizione di tredici nani intenzionati a riprendere la loro antica dimora nella montagna dalle fauci del drago Smaug.

Vi è una sostanziale differenza, anche e sopratutto tra le versioni letterarie, tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli: mentre quest’ultimo ha dei toni seri, molto più epici, il suo preludio presenta tutte le caratteristiche di una favola: la trama è molto più lineare e in essa gli eroi viaggiano, incontrando di volta in volta un ostacolo sul loro cammino che devono superare per poter proseguire. Nonostante nel film venga menzionata, nel libro non vi sono riferimenti alla Terra di Mezzo nè a molti altri elementi che Tolkien stesso avrebbe introdotto in seguito. Peter Jackson, invece, ha deciso di unire la storia alla base delle avventure di Biblo con molte altre sotto-storie tratte da altre opere dello scrittore, tra cui i Racconti ritrovati e i Racconti incompiuti, arricchendo la trama di interessanti elementi in grado di impreziosirla e di sorprendere anche chi dovesse aver letto il libro da cui viene tratta la pellicola.

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Un plauso  va fatto al regista in merito ai tredici nani: sfido chiunque nel riuscire a scrivere un racconto in cui sono presenti così tanti personaggi senza finire per gestirli come un’unica, grande entità al seguito dei protagonisti principali. Jackson, tuttavia, è riuscito a dare un certo spessore ai compagni di viaggio di Bilbo e Gandalf, conferendo una personalità alla maggior parte di loro, facendoli così fuoriuscire dalla massa. Sempre per quanto riguarda i personaggi, vi sono molti graditi e spesso inattesi ritorni in scena di personaggi già noti. Gli amanti dell’universo tolkeniano non potranno fare a meno di apprezzare queste scene, in cui vengono approfonditi molti aspetti di alcuni dei personaggi più famosi e importanti. Per i veri appassionati del Signore degli Anelli sarà come vivere un flashback nel loro passato.

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Il film viene certamente promosso a pieni voti: il comparto sonoro è spettacolare, così come gli effetti speciali, la scenografia e il design delle armi e delle armature. Gli attori, inoltre, sono stati all’altezza della situazione. Come pecche, posso solo sottolineare una durata un po’ eccessiva che si aggira intorno alle 3 ore e qualche battuta un po’ forzata di tanto in tanto (Gandalf che parla di golf?). Inoltre devo ancora raccogliere pareri per quanto riguarda l’effetto 3D: nel cinema da me visitato non era un granché, anzi, ed ho letto altri commenti simili sparsi per la rete per quanto riguarda altre sale cinematografiche italiane.
Da come la vedo ora, penso che Peter Jackson potrebbe riuscire a chiudere la storia anche nel prossimo film, eppure ha dichiarato che quella di Lo Hobbit sarà una trilogia. Ciò mi perplime leggermente, ma staremo a vedere: con tutte le ramificazioni della trama che ha introdotto, non dubito che possa esservi ancora molto da raccontare.

Se non siete ancora riusciti a vederlo o avete ancora dei dubbi in proposito non esitate: Peter Jackson è riuscito a collocare una nuova pietra miliare nel variegato sentiero qual’è quello del genere fantasy.

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